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AUMAI: nessun rischio per il coronavirus

Il condizionamento e la paura dei cittadini stanno assumendo proporzioni preoccupanti. Anche se in Italia fino ad oggi sono stati registrati solamente due casi di contagio da Coronavirus, fra la popolazione si sta diffondendo un vero e proprio allarmismo che di fatto ha ragioni più emotive che sanitarie. 
Non è ovviamente un caso che proprio in questi giorni si stiano registrando picchi di vendita di mascherine al pari della diminuzione della clientela degli esercizi gestiti da cinesi. Ora rimane comunque un dato da  non sottovalutare, che potrebbe sembrare ovvio ma che nelle dinamiche emotive molto spesso non viene preso in considerazione: il contagio, del Coronavirus, come del resto anche di qualsiasi altra malattia, non ha nulla a che vedere con l’etnia delle persone e quindi un cittadino cinese ha la stessa possibilità di contagiare o essere contagiato di un cittadino italiano. Una valutazione appunto ovvia ma che di fatto sembra essere stata dimenticata. Anche per questo Aumai, la più grande catena di grandi magazzini cinesi in Italia (45 punti vendita con oltre 400 dipendenti) ha provveduto a mettere in campo una serie di contromisure per poter ridurre la paura del Coronavirus sulla normale attività di vendita. “La prima cosa che abbiamo fatto – fanno sapere da Aumai – è stato di verificare che il nostro personale non abbia fatto viaggi fuori dall’Europa negli ultimi mesi. Inoltre abbiamo bloccato le assunzioni di nuovo personale cinese e aperto una trattativa con una cooperativa per far entrare in organico del personale italiano”.  Un’altra decisione importante è stata quella di far rimanere in Cina tutti quei dipendenti che avevano approfittato del capodanno cinese per tornare dai propri parenti. L’azienda ha provveduto a rinviare il loro rientro, facendosi carico delle spese di viaggio.
Al di là del sentimento popolare, Aumai ha reagito nel migliore dei modi per mettere completamente al sicuro i propri clienti e il proprio personale: al di là di ogni ragionevole dubbio